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Lucia Durante:

Non c´è due senza tre, dice il proverbio, e infatti la pioggia non ha mancato l´appuntamento col trail di Santa Croce. Erano già due anni che volevo partecipare ma le pessime previsioni mi avevano sempre dissuasa (ho compiuto 66 anni ed ho le protesi ad entrambe le anche e per me uno scivolone potrebbe avere conseguenze gravissime) ma quest´anno mi sono detta:" basta, se aspetti ancora un po´ lo fai a 90 anni" e nonostante le previsioni, che non si potevano definire ottimistiche, mi sono autoconvinta che non sarebbe piovuto e la domenica mattina mi sono presentata al via.

Ho avuto la fortuna di incontrare, proprio mentre si aspettava la partenza, due compagni di avventura: Edda e Bruno. Avevamo più o meno lo stesso passo e mentre loro erano al loro primo trail io potevo vantare già altre esperienze e soprattutto la conoscenza dei luoghi che avremmo percorso. Ci siamo quindi fatti buona compagnia, abbiamo condiviso la fatica e la gioia di percorrere posti così belli nonostante il tempo inclemente ed io, sentendomi un novello Cicerone, potevo rincuorarli illustrando loro quello che ci attendeva.

Dopo la prima ripidissima salita spezzagambe non abbiamo fatto in tempo a riprendere fiato che il cielo ha iniziato a farci fare una doccia gratuita e soprattutto non richiesta. Ci siamo attrezzati come meglio potevamo ma non c´era niente da fare, gli occhiali (per me) si bagnavano e non essendo dotata di tergicristalli ho dovuto toglierli. Ma anche senza occhiali ogni tanto gli scorci, che si aprivano sul fasce o sul Possuolo oppure sui paesini ormai ai nostri piedi, erano fantastici e ripagavano di fatica e scivolamenti vari sulle pietre.

Ma non solo il panorama era bellissimo anche le fioriture che punteggiavano i sentieri non erano da meno, ciuffi di timo fiorito, piccole orchidee selvatiche, narcisi. La nostra Liguria è uno scrigno di tesori e non è solo mare e spiagge, il nostro entroterra non ha nulla da invidiare ad ambienti alpini con la differenza che appena si volge lo sguardo si vede il mare, oggi color tempesta e con le onde orlate di schiuma per il vento che soffiava gagliardo sul mare ma anche su di noi che imperterriti continuavamo a salire. Ogni tanto venivamo inghiottiti dalle nuvole, ma che bello quando si apriva uno squarcio vedere Camogli o Sori e una miriade di vele che regatavano nel Trofeo Pirelli. Su una di queste c´era anche uno dei miei figli e questo era per me motivo di orgoglio. La mamma a zampettare sui monti e il figlio a prendere il vento sul mare.

Al Possuolo il primo ristoro con i volontari sempre gentili nonostante tutto il freddo che prendevano, perché loro devono stare fermi mentre noi almeno corriamo, sempre con una parola di incoraggiamento.

Gliel´ho detto sul posto e lo ripeto ora: GRAZIE!!!

Dopo il Possuolo forse il tratto più brutto: nebbia, fango che si attaccava sotto le scarpe un saliscendi che sembrava non finire mai, ma tutto ad un tratto ecco Case Becco e un magnifico panorama si è aperto dinnanzi ai nostri occhi con una spettacolare mulattiera lastricata con grandi pietre, ruderi di antiche costruzioni contadine, muri a secco. Il pensiero non poteva non andare a quegli uomini che con grande fatica e pochissimi mezzi hanno costruito pietra dopo pietra queste vie di comunicazione di cui noi ancora oggi possiamo godere.

Una discesa infinita ci ha portato nel bel paesino di Levà dove un ristoro idrico di ha consentito di affrontare il lungo, fangoso e stretto sentierino (con anche due passaggi su scivolosissime pietre di un torrente) che ci ha portato a Cortino, frazione dalle piccole casette colorate.

Ma tutto il percorso era punteggiato da antiche costruzioni, ora abbandonate ma testimoni di un tempo in cui in queste valli tutto era coltivato e tenuto in maniera perfetta, piccole chiesette, storici ponti in pietra.

Dopo Cortino, Teriasca e poi Pieve Alta, ultimo ristoro prima di un fantastico tratto tra case dipinte nei vivaci colori tipici della Liguria, con scorci sulla riviera sottostante e (se ci fosse stata visibilità) anche sui monti e sulla Riviera di Ponente.

L´ultimo paesino di San Berbardo con la sua chiesa e poi giù a capofitto sull´ultima petrosa scalinata che ci ha portato dritti sul ponte che scavalca l´Aurelia. Ancora una breve discesa ed ecco Via Mazzini, le scuole, l´arrivo ed il ricco ristoro: trofie al pesto, focaccia col formaggio, salame, crostata, acqua e vino. E cosa potevamo chiedere di più.

Il tempo non è stato bello ma sono più che contenta di aver partecipato. Ho trovato un percorso BELLISSIMO, e chissà cosa sarebbe stato col sole, cortesia, assistenza, ristori sempre abbondanti e ben riforniti anche per chi era nelle retrovie e la fortuna mi ha fatto anche incontrare due simpatici compagni di cammino.

Con Edda ci siamo ritrovate già il giorno dopo in piscina per cercare di smaltire col nuoto l´acido lattico accumulato sui nostri tosti sentieri e speriamo di percorrere ancora insieme altri trail.

Il bello di queste corse, oltre alla natura, all´impegno, alla sfida contro sé stessi, è proprio il sentimento di fratellanza che si instaura fra i partecipanti, cosa che non accade nelle corse su strada.

Ancora grazie a tutti gli organizzatori e speriamo di ritrovarci il prossimo anno con un meteo un po´ più favorevole.

Lucia Durante

14 Maggio 2012